Di Fallimenti, a sinistra…

Ne abbiamo avuti tanti negli ultimi anni… si dice “la terza volta è quella buona” ed invece non è stato così. Lo dico prima, sarò stringato nella mia ricostruzione e riflessione: non pretendo io di evidenziare tutte le sfaccettature, quindi non pretendetelo voi da me.

La volta numero zero è stato il tentativo di Cambiare si può che ebbe primo promotore ALBA e che aspirava a costruire una lista per le scorse politiche con dei criteri di innovazione sulla scelta dei candidati, sui metodi e proponeva un programma radicale… peccato che, con una dinamica identica a quella del brancaccio ma a parti invertite, mentre Cambiare si può sembrava aver incassato l’appoggio di rifondazione e che certi criteri sembrassero accettati al di là del dettaglio, rifondazione stessa fosse ad un tavolo separato a trattare con Ingroia, insieme ad altri, per fare un’altra cosa, che fosse più controllabile dalle segreterie di partito di allora. Il risultato, pessimo, fu Rivoluzione Civile, la spaccatura di Cambiare si Può e l’affossamento, di rimbalzo per chi ci teneva, del progetto ALBA. Lo definisco tentativo Zero perché non era un tentativo “unitario”: SEL era con il PD ed era chiaro che che sarebbe stato così.

Il primo tentativo unitario, il migliore, è stato quello della lista L’Altra Europa con Tsipras. Ci si arriva grazie a molti elementi: l’azione di Tsipras e Syriza a supporto dell’intuizione e della proposta della Spinelli ed i garanti, le divisioni interne a SEL che nei primi trovano sponda e riescono a cambiare le sorti del congresso, la competizione fra gruppi e sigle “a far di più”.
Quorum superato e progetto saltato nel giro di pochi giorni, questa volta per i problemi della “società civile” a non saper tenere la parola data, a non riuscire a trasformare un problema politico individuale in un problema collettivo.

Nonostante questo su questa scorta dopo due anni di lavorii e tentativi si instaura il famoso Tavolo che doveva lanciare un processo unitario fra sel, altra europa, rifondazione come attori principali più altri gruppi e sigle. Alla fine il tavolo si infrange, al di là di giochi del cerino, sul fatto che nel frattempo stanno uscendo pezzi dal PD e la dirigenza di SEL decide quindi di scegliere loro come interlocutori privilegiati per fare prima l’evento Cosmopolitica e poi Sinistra Italiana.

Si arriva quindi all’oggi: dopo il referendum c’è un’area di società civile che fa idealmente capo a libertà e giustizia che si sente forte del risultato del referendum e lancia, dopo aver avuto riscontri positivi, il percorso che sarà “del brancaccio”… pensando anche che la scissione precongressuale del PD faccia cadere il governo e, nell’impreparazione generale, quella proposta risulti la più forte.
Ma gli scissionisti del PD, mpd/articolo1, non ci pensano affatto a mollare il governo e rimanere senza sbocchi, così ci rimangono, anche perché poi alla fine sono d’accordo sul che fare al governo, e guadagnano tempo.

Sinistra Italiana, Altra Europa e Rifondazione appoggiano il brancaccio e ne accettano lo spirito. Peccato che la novità di MDP faccia fare a sinistra italiana ciò che aveva fatto prima SEL, ed in effetti è logico dato che la traiettoria è quella… cioè trova in mdp, e Possibile, interlocutori privilegiati. Il che è logico: sono più in grado di garantire candidature e seggi rispetto a Montanari e Falcone che invece dichiarano la necessità di un ricambio, di una diversa rappresentanza.
È logico anche perché un’asse con mdp-possibile prefigura un nuovo partito… anche se classico. Mentre il brancaccio prospetta un rimescolamento che a molti, anche legittimamente, non va.

Per cui il brancaccio che doveva essere IL percorso all’interno del quale tutti potevano partecipare concordando le regole comuni… diventa, con il documento sottoscritto da Montanari e Falcone che esclude esplicitamente Altra Europa e Rifondazione, un’altra cosa: un parte che contratta con altre parti… che è cosa ben diversa da coinvolgere mdp-possibile nel brancaccio dandogli le opportune garanzie rispetto a certe condizioni politiche.

Diventato quindi, tra molte virgolette, “un partito pur non essendolo” il brancaccio salta.
Poi c’è stata gente di rifondazione che ha reagito male, gente di rifondazione che non ci credeva e forse ha remato un po’ contro… ma di gente di mdp io nelle nostre assemblee del brancaccio non ne ho vista, ho intravisto qualcuno di possibile e di sinistra italiana tutta un’area si è fatta vedere solo quando veniva a controllare quanti fossimo senza altrimenti alzare un dito per fare alcunchè…

Per me è quindi ovvio che Mdp-Possibile-Sì faranno non una lista, ma un nuovo partito: l’assemblea del 3 dicembre con quote dei delegati già spartite nelle proporzioni generali è la classica fusione fra partiti in cui, anche giustamente, ogni componente deve essere garantita e rappresentata.
Niente su cui gridare allo scandalo se si capisce che è una fusione fra partiti. Tutto qua.

E qui siamo.

Il problema è: e noialtri che facciamo? Noi che, al di là dell’incazzatura momentanea, abbiamo un’altra idea di politica, sia nelle forme (di cui la prima è non prendere per il culo le compagne ed i compagni) che nei contenuti: il nuovo tripartito è ovvio sarà insieme a shultz ed hollande nei “socialisti” europei, non con Syriza e Podemos e Linke nella Sinistra Europea, con tutto quello che comporta a livello di programmi e valori…

Prima ci accorgiamo che siamo di fronte ad un momento ri-fondativo degli assetti dei soggetti politici della sinistra meglio è: almeno potremo discutere di cosa fondare e come farlo.

Pippo_Jedi