Unità e Credibilità della sinistra

Ci sentiamo spesso dire che la questione dell’unità della sinistra sia secondaria rispetto ai temi, al lavoro sui territori. A mio parere non è così perchè è un tema che ha a che fare con la credibilità.
Se infatti l’intero sistema politico italiano è completamente sfiduciato il problema della credibilità è particolarmente acuto per noi. La sinistra infatti ha un’idea forte su come dovrebbe cambiare il mondo: per riuscire a comunicarla, a raccogliere consenso non basta che quest’idea sia ragionata e “giusta”; le persone ed i gruppi che la sostengono devono essere ed apparire in grado di governare una città o una nazione apportando i cambiamenti che vanno predicando.
Ma come possono essere ed apparire credibili persone che non sono in grado di governare sè stesse? Se divisioni profonde sia nel merito che nella collocazione giustificano una mancanza di unità ormai queste divisioni non si capiscono.
E se c’è qualcuno che ancora pensa che il “centrosinistra” in cui la sinistra sia foglia di fico messa lì a farsi martoriare approvando privatizzazioni e roba come il job act… si può dire che è un problema loro farsi un esame di coscienza e che gli altri devono unirsi senza curarsi troppo di chi insegue simili chimere?
Per questo l’unità è importante: è una precondizione al riacquistare una credibilità politica che nessuno ha.

Proprio per questo risulta incomprensibile la rottura del tavolo nazionale che aveva prodotto una mediazione al rialzo, una rottura che è stata seguita da balbettii da una parte e da una proposta, che poi è diventata l’appuntamento cosmopolitica, dall’altra.
Un appuntamento che nelle parole dell’appello e nelle parole di alcuni, ma non di tutti, potrebbe essere una prima tappa di un percorso unitario. Ma come si può far sì che persone e soggetti diversi, tutti ormai poco credibili e logorati, riescano a ritrovarsi di nuovo e per di più a poco più di tre mesi da una rottura?

Ci si può fare se tutte le persone si impegnano con umiltà e fatica, due concetti spazzati via dal renzibelrusconismo, a costruire qualcosa. All’inizio sarà qualcosa di imperfetto, così come imperfette ma positive sono state le esperienze delle comunali, delle regionali e dei vari luoghi che si ostinano a cercare l’unità. Luoghi come questo dove potersi parlare sembra quasi una novità o un qualcosa che si conquista solo con settimane di incontri e telefonate.

Per questo penso sia giusto che chi può partecipi all’incontro di Cosmopolitica, portandoci tutti i suoi dubbi ed i suoi entusiasmi per far sì che quello sia il primo di una serie di appuntamenti che costruiscano il percorso per un soggetto unico ed unitario della sinistra.

La strada è difficile ma è presto per arrendersi e darla vinta a chi punta a costruirsi delle rendite di posizioni dividendo il proprio campo, quello dei compagni e delle compagne.