Politicamp parte prima: si pole?

Scrivo un po’ di impressioni e riflessioni a caldo dopo un pomeriggio ed una serata al politicamp di Possibile, il nuovo Coso di Civati.

La sera ci sarà un dibattito sull’Europa, il pomeriggio ci sarà un incontro “a latere” fra i due comitati di Possibile dell’area fiorentina e i fiorentini presenti per conoscersi, parlare, magari capire cosa si può fare assieme… ci vo.
L’impressione che ne ricavo alla fine è che… mah! Sono fra quelli che ogni volta che sento o leggo che qualcuno del PD esce o che gente si organizza per fare politica in generale sono contento… ma…

Per spiegarmi devo divagare… Sono fra i fondatori, di fatto, di A.L.B.A. e quando facemmo il manifesto per un soggetto politico nuovo avevamo l’approccio “i partiti esistenti non funzionano, vanno superati con un modo nuovo di fare politica, il nuovo soggetto lo facciamo noi e saremo noi”. Come dire: un’OPA aggressiva. Ci ponevamo il problema del come superarli e avevamo delle risposte (giuste o sbagliate che fossero non importa adesso).

Possibile mi pare abbia l’approccio da OPA aggressiva: ma dato che il suo campo politico non è più quello interno del PD ma al di fuori di esso e alla sua sinistra, si deve rendere conto che è in un campo in cui c’è altra gente, altre forze organizzate, i movimenti etc. Mi pare che la riflessione su come si reagisce al fatto che ci siano, come ci si rapporta, come li si vuole superare e se lo si vuol fare o se si vuol fare altro non è che ha dato risposte che a me non piacciano… non ci sia proprio stata. Alcune persone sicuramente il problema se lo sono posto, ma collettivamente? Non mi pare.

Cosa fa quindi Possibile? Si dimostra assolutamente di sinistra riuscendo nella facile impresa di uscire dal PD per costituire l’ennesimo pezzetto della sinistra frammentata e diventare parte del problema o gioca il ruolo di catalizzatore insieme ad altri, magari tutti, per fare un qualcosa di nuovo? L’impressione è che prima di affrontare questa discussione voglia essere partito. Proprio quello che l’Altra Europa con Tsipras non ha voluto fare: trasformarsi nell’ennesimo partitino della sinistra. Peccato che i tempi della politica, a meno che non si sia in grado di dettarli ma non è il nostro caso, non ci permettono di attendere che civati ed il mondo democratico in uscita dal PD si ritrovi da solo e poi dopo, nel caso, fare qualcosa tutti assieme.

Oltre a al problema dei tempi è una cosa senza senso: l’unità della sinistra è condizione necessaria, il mezzo, ma non sufficiente con cui raggiungere un fine… cambiare la vita delle persone, cambiare il sistema in cui ci troviamo, incidere nella realtà. Aggiungere un altro frammento ad altri frammenti vuol dire non solo diventare parte del problema invece di risolverlo, ma vuol dire complicarlo!

Civati e Possibile sono credibili (in parte) nei confronti di un mondo, quello democratico scontento di Renzi ma non lo sono affatto con il mondo dei movimenti, dell’associazionismo diffuso, con quello più duro delle lotte vertenziali e territoriali come la tav. Gli altri hanno credibilità (in parte) con quest’ultima e non con i primi.

È possibile creare un soggetto nuovo, credibile e quindi potenzialmente forte, con un classe dirigente non segnata da passati ingombranti e logori (da una parte e dall’altra) in cui si possa anche formare la classe dirigente della nuova sinistra italiana?

Spero che domani [domenica] Civati ed altri chiariscano la cosa.