Il sì al refendum in grecia non è un sì, è un grande BOH

Tutti i media mainstream stanno dipingendo a tratti violenti un quadro apocalittico nel caso vinca OXI, il no, al referendum indetto in grecia. Io spero che vinca il no, ma se vincesse il sì?

Le semplificazioni proprie del modo di raccontare la complessità di politici e media inducono a pensare che se vincesse il Sì, non ci sarebbero grandi problemi. Proviamo a mettere insieme qualche informazione invece e a ragionare su cosa può accadere.

Dato di fatto 1: Se vince il sì è ragionevole pensare che Tsipras firmi l’accordo propostogli con l’impegno dichiarato di dimettersi appena tornato da bruxselles: ha già affermato che lui non è “un uomo per tutte le stagioni” e non avrebbe senso che un governo che perdesse, anche di poco, una simile consultazione poi si incaricasse di metterla in pratica nel momento in cui la sua linea venisse sconfitta.

Dato di fatto 2: nel parlamento greco non esiste una possibile maggioranza alternativa a quella attuale. Sia il KKE (partito comunista antieuropeista per sintetizzare) da una parte che Alba Dorata dall’altra (i neo fascisti antieuropeisti) sarebbero comunque contrari. A meno di fratture dentro Syriza, poco probabili, o una sua partecipazione ad un governo di unità nazionale, inverosimile, nessuno ha una maggioranza.

Dato di fatto 3: Syriza ha vinto a gennaio con il 36.3% ottenendo 149 seggi su 300 grazie a legge truffa fatta dalla destra contro Syriza stessa. Il secondo partito, Nea Democrazia (conservatori popolari europei per intenderci), era al 27,8%. La legge truffa assegna un forte premio, fisso, di maggioranza al primo partito.

Scenari ipotetici. Dopo la firma del trattato Tsipras si dimette, non c’è governo, si va ad elezioni, nel frattempo non c’è nessuno che in grecia è in grado di applicare il trattato appena firmato. È ragionevole pensare che gli ultimi mesi abbiano radicalizzato le intenzioni di voto che le forze anti europeiste possano raccogliere più consenso. Cosa può succedere

1) Tsipras vince le elezioni prendendo gli stessi voti o poco meno MA prende premio di maggioranza, N.D. guadagna voti, così come KKE e/o Alba dorata. Siamo punto a capo ad adesso. Quale governo possibile? BOH!

2) Tsipras vince le elezioni ed arriva al 40%: ha maggioranza da solo. Forma un governo: situazione insensata in cui un governo viene eletto con un mandato elettorale ma dovrebbe fare politiche che non vuole. Che succede? BOH!

3) Tsipras perde le elezioni, è un testa a testa con N.D., i parititi europeisti al di là di qusti due sostanzialmente scompaiono, solo KKE e Alba Dorata prendono voti, fra il 15 e 20% assieme, è possibile la formazione di un governo a guida N.D. di forze europeiste stile grande coalizione? BOH!

4) Nea Democrazia vince, Syriza crolla, c’è un governo di grande coalizione. Ok, questo è l’unico scenario in cui c’è stabilità politica teorica (lasciamo sullo sfondo il fatto che tanto le ricette troika non permetteranno all’economia greca di pagare il proprio debito e risollevare economia come hanno fatto fin’ora).

Conclusioni: la teoria che se al referedum vincesse il sì tutto il casino in cui si trova ora la Grecia e l’Europa sarebbe risolto non è una teoria… è una scommessa ad una roulette. Il che per la finanza ed il capitalismo internazionale va bene: sono loro il banco ed il banco vince sempre, mentre sono i cittadini, greci ed europei in genere a pagare, come sono stati loro a pagare le banche tedesche e francesi per salvarle da investimenti sbagliati nella grecia pre crisi 2008.

Pippo Jedi