FAQ su “Sinistra Italiana” ed il nuovo percorso politico

Oggi, sabato 7 novembre, a roma vengono presentati i gruppi parlamentari di “sinistra italiana”. Una faq opinionata.

Ma prima due informazioni senza opinioni.

  • sono gruppi parlamentari a cui aderiscono SEL, Fassina con i suoi e alcuni usciti in questi giorni dal PD.

  • questo implica che nè Altra Europa con Tsipras (che ha 2 senatori), nè Ciwati ed i suoi vi aderiscono.

  • il prc non ha parlamentari “suoi” quindi evidentemente non può aderire.

  • Da qualche giorno è uscito un documento politico che fissa alcuni paletti sul percorso di creazione di un nuovo soggetto politico di sinistra. lo trovate per intero nel link.
      http://www.listatsipras.eu/blog/ite…
    NON è un appello o un manifesto, non serve ad ispirare le masse, è un documento che fissa perimetro e paletti.

FAQ opinionata, nel senso che rispondo in base a come la penso, fatevela anche voi un’opinione!

D: ma quindi oggi (sabato 7 novembre )parte un progetto politico?
R: Non proprio, il processo politico è partito con la documento pubblico che dice che il 15/16/17 Gennaio ci sarà il primo grande evento di lancio, poi una lunga fase tutta da pensare e realizzare di costruzione dal basso del progetto per arrivare ad ottobre 2016 con una costituente vera e propria. Alcuni hanno deciso fin da subito di creare un gruppo parlamentare assieme altri no.

D: E perchè alcuni sì e altri no?
R: il ragionamento di alcuni è che bisogna dare subito un segnale di unità, che da subito bisogna unirsi in parlamento, anche per accogliere chi esce dal PD. Altri, come me, pensano che è una mossa prematura: siamo appena partiti, fare un gruppo parlamentare è una tappa importante del processo politico, fare un gruppo parlamentare senza averlo veramente avviato non è giusto (a chi risponde se non a sè stesso?) anche perchè si manda anche il messaggio che è una cosa che parte dall’alto e basta.

D: ma allora partite per unirvi e siete già divisi?
R: Intanto non è che partiamo per unirci. Può sembrare strano ma non è così. Si vuole fare un nuovo soggetto di sinistra che possa cambiare il paese e l’europa. Unirsi è solo una condizione necessaria affinchè uno dei soggetti esistenti non si metta di traverso per motivi suoi (anche legittimi eh!), ma è una condizione necessaria, mica sufficiente! Serve molto altro! Se poi hai seguito il dibattito su il manifesto avrai visto che c’è voluto molto tempo e discussioni per costruire il documento che ha visto le firme di tutti. È normale che qualcuno acceleri in un senso o in un altro o che ci siano opinioni un po’ diverse. Facciamocene una ragione: un processo politico reale è conflittuale anche quando sia cooperativo e richiede tempo.

D: Ma quindi è ancora tutto da fare? ed il nome?
R: Sì, a parte il documento che fissa i paletti è tutto da fare. Il nome “sinistra italiana” lo hanno scelto per il gruppo parlamentare. Vedremo se poi sarà quello, a me piace ma se ne troviamo un altro che ci piace di più si cambia.

D: mh, parli ancora di questi paletti, quali sono?
R: Ti ho già dato il link al documento, no?
D: sì, ok, ma quali sono?
R: Uff… quelli più importanti per me sono questi (ce ne son tanti): è un soggetto di sinistra, che fa parte della sinistra europea (quindi con tsipras e compagni), che considera il centrosinistra finito, autonomo dal PD perchè antiliberista, democratico e partecipato dal basso, europeo perchè l’europa è il nostro campo di lotta per cambiare tutto, sennò da brussels ci fregano sempre.

D: ma d’attorre ha detto che vuole il centrosinistra, vuole partito ulivista.
R: E quindi?
D: l’ha detto no?
R: Sì. Embè? che c’è la firma di d’attorre sul documento? No. Avrà tempo di leggerselo, capire che il percorso è incardinato su alcuni binari da cui non si devia e pace: o cambia idea o si mette a fare altro nella vita. Sinceramente di d’attorre me ne frega poco, fino a due giorni fa non sapevo nemmeno chi fosse.

D: e le amministrative?
R: Ok, le amministrative sono un casino. Ci sono dei sindaci che hanno fatto bene o benino che sono sindaci di SEL che sono insieme al PD (che abbiano fatto benino è affermazione molto discutibile ovviamente, anche per me stesso, sopratutto perchè non sono della mia città). C’è oggettivamente una parte di SEL o di gente uscita dal PD (non ciwati però) che pensa ancora che il centro sinistra esista. E vabbè: nel percorso dovranno decidere cosa fare. Il problema è che il percorso è appena all’inizio, quindi su questa cosa il documento dice che si valuterà in comune cosa fare e si cercherà di fare la cosa migliore.

D: ma non è una contraddizione?
R: Sì, lo è, inutile girarci attorno. È anche vero che se non ci fossero contraddizioni la sinistra in italia non sarebbe ridotta così com’è; pensare che da un giorno all’altro con un semplice documentino si possa risolvere tutto è irrealistico. Il documento pone in modo chiaro e non negoziabile qual’è la prospettiva comune, l’essere alternativi al pd e quindi non fare primarie assieme, ma lascia alla discussione comune il compito di risolvere i problemi pendenti.

D: è già la seconda volta che fai capire che alcune persone non sono d’accordo sul processo e che magari andranno via, ma allora che unità è? di stoca…
R: No, il punto è che in italia non può nascere un nuovo soggetto sulla spinta di un movimento popolare (come in spagna con podemos dopo le accampade) perchè di movimenti popolari abbastanza forti non ce ne sono; nasce se cooperativamente i soggetti o pseudo soggetti in campo lavorano per costruirlo. Si creerà nel tempo una nuova cultura politica frutto di questo processo. Pensare però che tutti tutti si ritroveranno al 100% in questo processo è peccare di totalitarismo. Ci sarà gente o gruppi che avranno altre idee e che magari ne faranno parte all’inizio ma poi se ne andranno. La cosa importante è che i soggetti, le grandi sigle, ci stiano dentro. Mi aspetto che sia la parte più vicina al PD dentro sel o fra chi ne è uscito o chi fra i comunisti non è in grado di stare in un soggetto con gente che non si dichiara comunista (perchè così sarà almeno all’inizio) ad un certo punto se ne andranno. Non perchè sporchi e cattivi ma perchè avranno idee diverse, con alcuni sicuramente si riuscirà a mantenere un dialogo, magari con altri no (e per essere espliciti questo è un chiasmo).

D: Mh, vabbè: e ora? che fare?
R: Tutto! Questo progetto parte per forza di cose su un accordo di massima fra soggetti esistenti perchè senza una cooperazione comune non può partire, ma non fa nemmeno un passo in avanti se le persone di sinistra, attivisti, ex attivisti e persone nuove alla politica, stanno alla finestra a guardare. Se per voi è importante che sia un processo dove i comunisti contano molto e siete comunisti, allora partecipatevi. Se pensate che sia importante difendere la costituzione, partecipatevi. Se non siete comunistacci ma volete cambiare quest’Europa liberista in qualcosa di più equo (che io chiamo comunismo, ma vabbè) allora partecipate. Le fusioni avvengono a freddo anche perchè chi potrebbe riscaldarle si fa i fatti suoi, la credibilità della sinistra la possiamo solo ricostruire insieme. Il documento è solo l’aver dipinto una linea per terra ed aver sparato un colpo di pistola per aria: ora sta a tutti noi correre assieme.