"Laurea dopo i 28 anni? E' una cosa da sfigati"? Non sono un ingranaggio, sono una persona
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- Pubblicato Martedì, 24 Gennaio 2012 13:52
Se ti laurei dopo i 28 anni sei uno sfigato. Se studi storia perché ti piace e magari nel frattempo lavori perché la tua famiglia non ha tanti soldi e ti laurei dopo i 28 anni sei uno sfigato, soprattutto se poi non trovi un lavoro che ha a che fare coni tuoi studi: hai buttato via un sacco di anni per nulla.
Io compirò a breve 32 anni e studio, ancora, fisica. Ho visto amici innamorarsi del proprio studio e studiare giorno e notte, non uscire per mesi, spaccarsi la testa per capire cose veramente complicate e laurearsi in tempi veloci o ragionevoli. Io ho il massimo rispetto per loro, per il loro lavoro e per la loro abnegazione ma non solo: io li ammiro perché hanno faticato e lavorato per ciò che ritenevano giusto ed importante per loro.
Nella vita però non si può avere tutto: hanno rinunciato a molto. Avevano vent'anni e magari non hanno fatto le quattro ad una festa, o almeno non quanto avrebbero voluto. Non hanno avuto la possibilità di coltivare altri interessi se non qualche estemporaneo passatempo, hanno limitato le loro relazioni sociali e magari ad un certo punto si sono accorti che gli anni gli sono passati sotto i piedi e li hanno passati su un libro o dentro un laboratorio.
Immagino che tanti in altri corsi di studio abbiano fatto lo stesso, magari affiancando lo studio con il lavoro perché le borse di studio in Italia non bastano a coprire gli aventi diritto.
Poi c'è chi decide di vivere l'università non solo come luogo di studio in funzione di un posto di lavoro ma come luogo di scoperta di sé stessi attraverso lo studio, le relazioni. C'è chi scopre l'impegno politico o quello sociale (penso a quelli che “approfittano” del tempo da studente per fare volontariato). I tempi dell'università italiana, spesso così flessibili o caotici, sono spesso un'occasione per vivere al di fuori del paradigma delle 8/10 ore di lavoro al giorno...
di rallentare... ed assaporare la vita in modo diverso.
Chi è lo sfigato? Chi ha sacrificato parte della propria giovinezza per seguire il proprio sogno di studio, di lavoro o chi rallenta e amplia la propria esperienza?
La risposta a questa domanda non ce l'ha sicuramente un vice ministro, ma neanche un grande filosofo perché la risposta ad una domanda stupida difficilmente sarà intelligente.
Quello che penso è che non sono un ingranaggio, sono una persona: lo scopo dell'università (come di ogni livello educativo) non è costringermi a finire il più presto possibile, il meglio possibile affinché diventi un bullone o una vite della grande macchina produttiva.
Io non sono un fattore di competizione del mercato, io sento, io sono felice, io sono triste, amo e odio.
Se non partiamo da questo non potremo mai veramente discutere di una riforma universitaria che abbia un senso. Se non avremo chiaro che lo scopo dell'università è quello di applicare il famoso secondo comma del terzo articolo della costituzione: permettere il pieno sviluppo della persona umana e non, solamente, di formare tecnicamente delle persone perché possano svolgere un lavoro.
Pippo_Jedi
Sulla non ammisibilità dei Referendum
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- Pubblicato Giovedì, 12 Gennaio 2012 14:03
É buffo vedere come la cultura berlusconiana tracimi da ogni parte: solo perchè un milione e quattrocentomila persone hanno firmato la richiesta di referendum, allora la loro inammissibilità è un segno del regime, del complotto, della nostra democrazia malata. Cazzate.
Cazzate perchè non è il consenso che determina, da solo, la giustezza di una causa in generale. Nello specifico poi tutta un'area di movimento molto vasta fin dall'inizio aveva deciso di non partecipare alla raccolta firme sia per le modalità con cui questa era partita ma, soprattutto, perchè era chiaro che le possibilità che venissero ammessi erano minime se non inesistenti: perchè la consulta li accettasse questa sarebbe dovuta o andare contro la giurisprudenza degli ultimi 40 anni o innovare in modi imprevedibili.
La responsabilità politica della delusione di chi ha firmato e di chi vuole cambiare la legge elettorale non è della consulta ma di chi, ostinatamente e per puro calcolo e strumentalità politica demagogica della peggior specie, li ha illusi allora chiedendo le firme e li manipola oggi gridando al complotto e simili.
Attacando la consulta, uno degli organi messi meglio in italia, non si fa altro che andare sempre di più in fondo a quel pozzo che è la demagogia populista che ha imperato in questi anni che è poi un populismo spiccatamente di destra, tra l'altro.
tanto per esser chiari: il porcellum fa schifo, nessuno pensi che lo difenda ma il fatto che vada tolto non comporta che qualsiasi cosa si faccia per levarlo di torno sia legale.
Pippo_Jedi
I costi della politica
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- Pubblicato Mercoledì, 04 Gennaio 2012 01:32
Facciamo un esercizio: facciamo finta che, adesso che si sa più o meno quanto guadagna un parlamentare, in un paio di mesetti, sull'onda della pressione dell'opinione pubblica indignatissima, le cose cambino di modo che i parlamentari abbiano uno stipendio ragionevole, delle regole chiare e trasparenti sul rimborso spese e sull'assunzione e stipendio dello staff di collaboratori di cui hanno bisogno e che non abbiano più un vitalizio insensato. Ok, tutto a posto.
Pensate che questo fermerà la delocalizzazione dell'Omsa? Che ridarà i diritti agli operai Fiat? Che impedirà a Renzi di privatizzare l'Ataf (ndp per i non fiorentini: il traporto pubblico locale)? O che il fatto che ci sia il rinvio a giudizio per violazione della legge Anselmi contro le associazioni segrete per Verdini e co diventi prima notizia sui telegiornali? e via e via e via...
La vita è fatta di priorità: voi che vi indignate per gli stipendi troppo alti (e un'altra volta scriverò di questo) siete sicuri di aver scelto bene le vostre?
Bersani a 8 e mezzo stasera: ma che SCHIFO !
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- Pubblicato Lunedì, 09 Gennaio 2012 22:44
Stesera ho cenato, come spesso mi capita, guardando 8 e Mezzo su La7.
C'era Bersani e mi son detto: "Oh vediamo un po' che ci dice stasera Bersani". Un po' di cagate, un po' di cose ragionevoli poi parte la perla in risposta alla domanda su quale fosse l'idea del PD sulla riforma del mercato del lavoro... in sintesi: via la selva di contratti esistenti e un contratto prevalente a soppiantarli quasi tutti. E fin qui: un po' di chiarezza, di semplicità, può esser positiva... dopo tre anni di lavoro il contratto diventa a tempo indeterminato e il lavoratore costa meno all'azienda (non è chiaro se anche il lavoratore prende meno o no) quindi c'è l'incentivo a stabilizzare chi lavora. Nei primi tre anni si può licenziare e non valgono una serie di diritti tra cui quelli sanciti dall'articolo 18, però se si viene licenziati ci dovrebbe essere un ammortizzatore di qualche tipo che sostituisce lo stipendio per un po' e finchè non trovi lavoro.
Ora: un po' di domande retoriche...
Ma cosa impedisce all'azienda di licenziare e tenere precarie le persone sempre nei tre anni e non farle arrivare oltre e stabilizzarle? Il costo del lavoro orario? ma cosa è più importante per un'azienda: tenersi un lavorate che ti rompe i coglioni per lavorare rispettando le norme di sicurezza o licenziarlo prima e rimpiazzarlo con un altro? Non è un esempio inventato: prendiamo la vicenda del ferroviere che sta facendo anche da consulente ai familiare delle vittime della strage di livorno... lui lo fanno fuori senza problema, e quello, che fa il ferroviere, che fa? Per affinità si flessibilizza in imprenditore di modelli di trenini?
Qualcuno potrebbe dire: vabè, ma guadagni di più! A parte che c'è da capire quanto sia, eventualmente, questo di più, ma veramente vogliamo fare uno scambio diritti-soldi? allora ho una bella proposta per semplificare tante polemiche sul lavoro delle donne, mettiamo che le donne in età fertile, e voglio un documento che accerti la possibilità riproduttiva, guadagnino 50€ in più al mese, però l'azienda ha diritto di licenziarle quando rimangono incinte. Mi pare giusto, no?
Altra cosa tanto per chiudere: in modo sottaciuto Bersani, come gran parte del PD, continua a far finta di nulla e chiamare Liberalizzazione la svendita di beni pubblici come il trasporto pubblico locale, l'acqua ed altro. Questo nonostante poche settimane prima del referendum, annusando la vittoria vicina, fossero saltati sul carro de vincitore tanto per dar fastidio a Berlusconi... poi tanto si continua a far quello che ci pare...
CHE SCHIFO! ma chi voterebbe PD in questo momento non si vergogna un po' a dover star dietro a gente così? (e Bersani ad onore della verità non è la parte peggiore del PD, purtroppo)
Pippo_Jedi
Che si ricomincia?
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- Pubblicato Giovedì, 29 Dicembre 2011 22:37
Era decisamente parecchio che non mettevo mano al mio sito... dopo un bel backuppone generale ho piallato tutto e si riparte da capo... vediamo un po' come viene su...
bona!
Pippo_Jedi


